Le parole e lo sviluppo normale

Lo sviluppo normale è, in generale, armonioso.
Le parti crescono, migliorano e si rafforzano in modo tale che l’insieme possa evolvere verso il suo ultimo fine. E proprio come appaiono nuove funzioni nel corso dello sviluppo e della crescita armoniosa di un bambino, così appaiono nuovi poteri in ogni sviluppo armonioso.

Lo sviluppo armonioso non è una cosa semplice.
Prendiamo, ad esempio, il pensiero astratto, che a prima vista sembra essere completamente un vantaggio; tuttavia ciò che riguarda lo sviluppo armonioso ha anche molti svantaggi.
L’astrazione è la base della verbalizzazione.
Le parole simbolizzano i significati che descrivono e non potrebbero essere create [e usate] senza l’astrazione della qualità o del carattere della cosa rappresentata.
E’ difficile rappresentare una qualsiasi cultura umana senza parole.
Il pensiero astratto e la verbalizzazione occupano il posto più importante nella scienza e in tutte le conquiste sociali [così come in buona parte delle attività umane].
Ma nello stesso tempo [Il pensiero astratto e la verbalizzazione] diventano un tiranno che priva l’individuo della realtà concreta.
Ciò crea gravi disturbi nell’armonia della maggior parte delle attività umane e frequentemente la gravità di tale disturbo confina con la malattia mentale e fisica e causa senilità prematura.

[All’interno del processo sociale ed evolutivo umano] man mano che l’astrazione verbale diventa più efficiente ed acquista maggior successo, il pensiero e l’immaginazione si allontanano ulteriormente dai sentimenti, dai sensi ed anche dai movimenti.
Abbiamo visto che le strutture usate nel pensare [astratto] sono debolmente collegate a quelle che ospitano sentimenti [ed emozioni].
Il pensiero chiaro nasce solo in assenza dei forti sentimenti che alterano l’obiettività [della persona].
Perciò il continuo distacco dai sentimenti e dalle sensazioni propriocettive è una condizione necessaria per lo sviluppo di un pensiero efficiente.

Nondimeno, per l’individuo lo sviluppo armonioso è più importante di uno sviluppo discordante, anche [nel caso in cui proprio] il pensiero efficace sia il fattore disturbante.
Il pensiero che non partecipa a tutta l’attività umana diventa gradualmente arido.
Il pensiero che si esplica soprattutto nelle parole non trae essenza dai processi delle strutture evolutive più vecchie che sono strettamente legate al sentimento [ed alle emozioni].
Il pensiero creativo, spontaneo, deve mantenere un legame con le prime [e più antiche] strutture cerebrali.
Il pensiero astratto che non è alimentato da fonti più profonde, in noi diventa una fabbrica di sole parole, vuote di tutto il contenuto umano genuino.
Molti libri di arte, scienza, letteratura e poesia non hanno altro da offrire che una successione di parole unite fra loro da un argomento logico: non hanno un contenuto personale.
[Questo uso improprio del pensiero astratto] si riferisce anche a molti individui nei loro rapporti quotidiani con gli altri.
Il pensiero che non si sviluppa armoniosamente con il resto dell’uomo diventa [infatti] un ostacolo al suo giusto sviluppo.

Può sembrare banale la conclusione che lo sviluppo armonioso sia una cosa desiderabile.
Finché consideriamo soltanto le astrazioni e il contenuto logico di questa espressione [verbale], essa rimarrà separata dall’ “uomo totale” come ogni altro pezzo di verbalizzazione logica, senza significato pratico [e personale].
La frase banale diventerà [invece] una fonte illimitata di forme, figure e relazioni che rendono possibili nuove combinazioni e scoperte, solo quando stimoliamo le emozioni e i sensi e le impressioni dirette, cioè quando pensiamo in immagini [e attraverso] mutevoli combinazioni mentali.
Sono queste che devono essere rivestite di parole per stabilire contatti umani con il prossimo.

In ogni creatura la cui specie ha una lunga storia esiste uno sviluppo armonioso.
Nel caso dell’uomo questo tipo di sviluppo comporta molte difficoltà a causa della relativa novità della consapevolezza nella scala evolutiva.
Lo sviluppo armonioso degli animali, degli antropoidi come del primo uomo [nel senso dell’uomo primitivo], ha richiesto i sensi, i sentimenti, il movimento e solo un minimo di pensiero, che è memoria e un po’ di coscienza.

Senza consapevolezza, gli animali vagano qua e là senza alcun senso ulteriore.
Quando la consapevolezza apparve nell’uomo nella scala evolutiva, un semplice movimento in una direzione divenne una svolta a sinistra, nell’altra direzione una svolta a destra.

E’ difficile per noi apprezzare il significato di questo fatto; sembra una cosa semplice, proprio come la capacità di vedere sembra semplice agli occhi.
Ma una piccola riflessione dimostrerà che la facoltà di fare una differenziazione fra destra e sinistra non è meno complicata della vista.
Quando l’uomo differenzia destra e sinistra divide lo spazio in riferimento a sé stesso, ponendosi al centro di questo spazio.
Questo senso di divisione dello spazio, che non è ancora del tutto consapevole, è espresso spesso come [relativo] “alla mano destra” e “alla mano sinistra”.
Ciò fornisce una ulteriore astrazione nei concetti di “destra” e “sinistra” [qui riferiti alla mano e non all’intero corpo] che quindi ora si può esprimere in parole [con un diverso significato].
Nel tempo [poi questi] simboli [in genere] diventano sempre più astratti ed è possibile costruire frasi come questa.

Nel procedere ulteriormente nella [propria] consapevolezza, l’uomo mentre si muoveva [nello spazio] si deve essere anche concentrato su ciò che accadeva alternativamente a lui e al mondo esterno.
Questo spostamento di attenzione all’interno e all’esterno, crea [infatti ulteriori] astrazioni e poi parole che descrivono il mutamento di posizione del mondo personale rispetto al mondo esterno [mettendo così in relazione consapevole i due mondi di cui ogni essere umano fa parte]

Lo sviluppo di questa consapevolezza è chiaramente legato al forte dolore della nascita, e [anche per questo] i primi accenni di consapevolezza devono aver disorientato i nostri antenati.

Tratto da “Conoscersi attraverso il movimento” di Moshe Feldenkrais
Fra parentesi quadre il testo è stato aggiunto da me.